L’inesorabile legge del Black Bloc


darthvaderFirenze. Inesorabile come la legge di Murphy, in Italia si conferma la regola del Black Bloc. Tutti, nessuno escluso sanno dove e quando colpiranno. Tutti, nessuno escluso, è però in grado di porvi un serio rimedio. Perché alla scontata esplosione della violenza, segue ancor più scontato lo stupore per quanto accaduto.

Milano adesso, ma prima Roma e all’origine di tutto Genova. Dopo gli eventi del 1° maggio scorso, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è espresso in una “ferma condanna” ai Black Bloc. Sì, ferma ormai agli anni passati.

Di nero vestiti, con casco in testa e mazza al seguito, i Black Bloc sono propensi ad attirare nelle loro fila chi ama “fare bordello”, chi è inadatto alla logica di ogni pacifico ragionamento. Ma anche, e soprattutto, ci è vigliacco dentro, che prima spacca e distrugge sfruttando l’impossibilità delle nostre forze dell’ordine di agire, per poi spogliarsi dei vestiti del peccato per dileguarsi fra la gente comune. Sono i “vigliacchi incappucciati” di Matteo Renzi, o i “pezzi di merda” di Matteo Salvini; gli “imbecille violenti” di Roberto Maroni, i “buffoni” di Giorgia Meloni, la “banda d’idioti” di Daniela Santanché.

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La loro tattica è semplice: coinvolgere il maggior numero di soggetti da unire al gruppo iniziale, di solito ben organizzato e protetto sotto il casco, in modo da aumentare la forza d’urto nello scontro con le forze dell’ordine. Ed uno di questi “collaboratori”, spavaldo nella sua “ingenuità” giovanile, si è fatto pure intervistare e riprendere a volto scoperto dalle telecamere di TgCom24. Di fronte alla demenzialità delle sue risposte c’è stato chi si è indignato, ma anche chi si è divertito. “Però è una bella esperienza, ci stava. Abbiamo fatto un sacco di bordello”. Ed ancora “ho visto tanta gente che spaccava le cose e ho pensato: cazzo se avessi anche io in mano qualcosa spaccherei pure io”.

Ora, evidentemente qui c’è qualcosa che non va per il verso giusto: un ragazzo come questo, evidentemente, ha dei seri problemi da risolvere e curare. E qui mi fermo, onde evitare accuse di calunnia.

(di Alessandro Marinai)

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